Amber Guyger l’errore che costa una vita

Un caso che ha diviso l' America

Nel panorama del true crime, ci sono storie che colpiscono per la loro crudeltà, ma ce ne sono alcune che lasciano con un senso di incredulità e generano dibattiti accesi con proteste, questa è proprio la storia di Amber Guyger, e di come un errore è costato una vita.

Era la sera del 6 settembre 2018 quando una tragica catena di eventi ha trasformato due vite ordinarie in una vicenda che avrebbe acceso un acceso dibattito nazionale su razzismo, giustizia e responsabilità delle forze dell’ordine.

Amber Guyger, 30 anni, agente di pattuglia della polizia di Dallas, tornava a casa dopo un turno estenuante di 13 ore e mezza. Viveva da circa due mesi in un appartamento al terzo piano del complesso residenziale South Side Flats, a pochi isolati dalla sede centrale della polizia, nel quartiere Cedars. Al piano sopra di lei, nel quarto piano dello stesso edificio, viveva Botham Jean, un giovane contabile originario di Saint Lucia.

Appartamenti South Side Flats a Dallas, Texas dove si è consumato l’omicidio

I due non si conoscevano. Le loro vite correvano parallele, separate solo da un piano. Ma quella sera, Guyger commise un errore fatale: entrò nell’appartamento sbagliato e sparò a un uomo innocente.

Un errore che non sarebbe dovuto accadere

Guyger arrivò al complesso alle 21:46 e parcheggiò la sua auto al piano superiore rispetto al suo, inconsapevole di trovarsi nel livello sbagliato. Era ancora in uniforme e armata. Poco dopo, si diresse verso quello che pensava fosse il suo appartamento.

Ma non era il suo.

La porta dell’appartamento di Botham Jean era socchiusa. A quanto pare, il meccanismo automatico della serratura elettronica non aveva funzionato correttamente. Guyger entrò e trovò Jean seduto nel soggiorno, intento a mangiare un gelato e guardare il laptop. Disarmato. Tranquillo. A casa sua.

La vittima Botham Jean

Ma Guyger disse di aver creduto che si trattasse di un intruso. Senza riconoscere l’arredamento diverso – un pouf, un tavolino, un televisore più grande – né il tappetino rosso brillante davanti alla porta, dettaglio che differiva chiaramente dal suo ingresso, estrasse l’arma e sparò due colpi, colpendo Jean al petto.

Alle 21:59 chiamò il 911. Jean fu trasportato d’urgenza in ospedale, ma morì poco dopo. Aveva 26 anni.

Dall’errore alla condanna

Le indagini furono affidate ai Texas Rangers. Tre giorni dopo, Guyger venne arrestata. Inizialmente fu accusata di omicidio colposo, una decisione che suscitò rabbia e proteste, soprattutto per l’evidente componente razziale del caso: una poliziotta bianca che uccide un uomo nero disarmato nel suo stesso appartamento. E da qui iniziarono numero proteste e manifestazioni da associazioni tra cui anche Black Lives Matter, proprio per contestare l’accusa di omicidio colposo nei confronti della poliziotta.

Foto segnaletica di Amber Guyger

La pressione dell’opinione pubblica e i dettagli emersi durante le indagini portarono a una nuova accusa: omicidio volontario.

Nel frattempo, il Dipartimento di Polizia di Dallas mise Guyger in congedo amministrativo retribuito. Il 24 settembre 2018, fu ufficialmente licenziata.

Immagine di alcune proteste nei confronti della poliziotta

Il 2 ottobre 2019, dopo un processo seguito da tutto il Paese, una giuria ha impiegato poco più di un’ora per pronunciare il verdetto: Amber Guyger è colpevole dell’omicidio di Botham Jean e viene condannata a 10 anni di carcere per omicidio volontario.

Amber Guyger durante il processo

Durante l’udienza per la condanna, l’aula si è caricata di un’intensa emozione. Allison Jean, madre della vittima, ha condiviso il suo dolore in una toccante testimonianza. Ma non è stato solo il dolore della famiglia a scuotere la sala: sono stati letti in aula anche messaggi e post social di Guyger, definiti “razzisti e offensivi”, che hanno sollevato interrogativi sul suo atteggiamento e pregiudizi come agente di polizia.

Il momento più discusso e in molti casi commovente, è stato quando Brandt Jean, fratello minore di Botham, ha chiesto alla corte il permesso di abbracciare Guyger. L’ha perdonata pubblicamente, dicendo:

Se tu sei davvero dispiaciuta, ti perdono. Voglio il meglio per te.

L’abbraccio tra Amber Guyger e Brandt Jean

Anche il padre, Bertrum Jean, ha dichiarato di aver perdonato Guyger. Ma ha aggiunto con fermezza che avrebbe voluto una pena più severa, a testimonianza del fatto che il perdono non cancella il bisogno di giustizia.

Attualmente Amber Guyger sta scontando la sua pena presso la struttura detentiva Patrick O’Daniel Unit a Gatesville, Texas. A settembre 2024 ha fatto la richiesta di libertà condizionale ma le è stata negata, la prossima udienza è prevista nel 2026.

Nel corso del processo non sono mancate le polemiche anche sul fatto che la bodycam di alcuni colleghi della poliziotta fosse stata spenta in alcuni momenti che la riguardavano in prima persona e per il trattamento di favore ricevuto dai colleghi accorsi sulla scena del crimine.

In modo sorprendente, Amber Guyger ha scelto di rappresentarsi da sola nel processo civile, ma non si è mai presentata in aula, né ha fornito un avvocato per difendersi. Un comportamento che ha probabilmente influenzato il verdetto della giuria, accentuando la percezione della sua mancanza di responsabilità e rimorso.

Una sentenza storica

A sei anni dalla tragica morte di Botham Jean, arriva un nuovo capitolo nella lunga battaglia legale della sua famiglia. Il 20 novembre 2024, una giuria civile ha stabilito che Amber Guyger, l’ex agente della polizia di Dallas condannata per l’omicidio di Jean, dovrà pagare 98,65 milioni di dollari alla famiglia della vittima.

La cifra stabilita dalla corte comprende circa 60 milioni di dollari in danni punitivi e altri 38,6 milioni in danni compensativi. Si tratta di un importo quasi doppio rispetto a quello inizialmente richiesto dalla famiglia Jean, segno di quanto la giuria abbia considerato gravi le responsabilità dell’ex agente.

Il procedimento rientrava in una causa per morte ingiusta, presentata contro Guyger. I legali della famiglia hanno sostenuto che la polizia di Dallas non aveva fornito un addestramento adeguato a Guyger, chiamando in causa anche il Comune di Dallas come co-imputato. Tuttavia, la città è stata esonerata da ogni responsabilità, lasciando Guyger l’unica responsabile del pagamento del risarcimento.

Pur sapendo che sarà difficile incassare l’intera somma, dato che Guyger non ha le risorse economiche per pagare una cifra così alta, la famiglia ha dichiarato che ogni eventuale risarcimento ricevuto sarà destinato alla Botham Jean Foundation, l’organizzazione fondata in memoria di Botham, con l’obiettivo di sostenere la giustizia sociale e aiutare le comunità emarginate.

La via dedicata alla vittima davanti alla sede della polizia di Dallas, Texas

La famiglia ha inoltre precisato che la donazione potrebbe includere eventuali profitti derivanti da libri, film o accordi mediatici legati alla vicenda e stipulati da Guyger in futuro.

Il processo e la successiva condanna di Amber Guyger hanno riacceso le discussioni sulla responsabilità degli agenti di polizia, sulla legittima difesa e sulle percezioni distorte legate alla razza. Guyger è stata riconosciuta colpevole di omicidio e condannata a 10 anni di carcere, una pena che molti hanno ritenuto troppo lieve per la perdita di una vita umana.

Andrea Cardinale
Andrea Cardinale
Designer nel campo della grafica e del video con da sempre la passione per il cinema horror, i film slasher e i cattivi dei film. La serata ideale divano, gatto, cibo e film horror
RELATED ARTICLES

Most Popular

spot_img
spot_img

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here