Gli animali trasformati in mostri più usati nel cinema horror

Squali famelici, insetti fuori scala, serpenti striscianti, piovre titaniche. Il bestiario del cinema horror è un ventaglio di creature pronte a popolare i nostri incubi. Ma quali sono, davvero gli animali più sfruttati dall’industria cinematografica per farci sobbalzare sulla poltrona?

A chiederselo è stata Brianna Le Busque zoologa e appassionata di cinema dell’Università del South Australia. Armata di pazienza e probabilmente di parecchia resistenza ai jump-scare ha passato in rassegna 680 film creature feature prodotti nell’ultimo secolo: film in cui l’animale reale, preistorico o mutante è il cattivo protagonista della storia.

Il re dei mostri? Lo squalo.

A dominare incontrastato la classifica c’è lui: lo squalo. Secondo lo studio compare in circa un film su cinque battendo tutti gli altri predatori, seguono poi:

  • Ragni e insetti (19%) protagonisti perfetti delle nostre fobie più irrazionali;
  • Dinosauri (12%) eterni mostri di un passato che non riusciamo a smettere di immaginare;
  • Serpenti (8%) con la loro presenza silenziosa e letale;
  • Coccodrilli (6%) inquietanti guardiani delle acque torbide.

Più in basso nella classifica troviamo lupi, orsi, primati e piranha (circa 3%), mentre piovre, ratti, grandi felini, orche, iene, lucertole, pipistrelli, uccelli e persino amebe compaiono solo nell’1-2% dei titoli.

Tarantula 1955

Il caso squalo: un mostro creato dal cinema

Curiosamente, gli squali non erano affatto considerati mostri cinematografici prima del 1975. Tutto cambia con Lo Squalo di Steven Spielberg: la celebre lotta finale tra Martin Brody e il gigantesco squalo bianco diventa un’icona pop e inaugura un’epoca in cui questi animali vengono dipinti come serial killer dei mari.

In realtà spiegano studiosi ed etologi, gli squali bianchi non hanno alcun interesse per gli esseri umani e a differenza di quanto si possa immaginare gli attacchi agli esseri umani sono eventi rarissimi e, nella maggior parte dei casi, del tutto involontari. Le cause, infatti, sono spesso legate a fraintendimenti o comportamenti naturali degli squali.
La prima è la confusione: in condizioni di scarsa visibilità, un surfista o un nuotatore può essere scambiato per una preda abituale, come una foca.
La seconda è la curiosità: gli squali esplorano ciò che li circonda proprio attraverso la bocca, motivo per cui possono “assaggiare” un oggetto o un essere umano senza un reale intento predatorio.

Tentacoli 1977

Ma il potere del cinema è enorme: basti pensare a quanto quell’immaginario abbia condizionato la percezione pubblica e perfino la tutela di questi animali.

Morale della favola? Nel buio della sala il vero mostro non è quasi mai l’animale ma la nostra paura. E Hollywood lo sa bene: basta un’ombra nell’acqua, un fruscio tra le foglie o otto zampe che avanzano nella penombra per farci immaginare il peggio.

Perfetto carburante per i prossimi cento anni di creature feature.

Andrea Cardinale
Andrea Cardinale
Designer nel campo della grafica e del video con da sempre la passione per il cinema horror, i film slasher e i cattivi dei film. La serata ideale divano, gatto, cibo e film horror
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