Backrooms: l’horror nato online che trasforma il vuoto in incubo

Da creepypasta virale al grande schermo

Tutto comincia nel 2019, su 4chan. Compare un’immagine apparentemente insignificante: uffici dalle pareti giallastre, moquette consumata, luci al neon tremolanti. Uno spazio anonimo e ripetitivo che sembra estendersi all’infinito.
Il testo che accompagna la foto suggerisce un’ipotesi disturbante: e se fosse possibile “uscire” dalla realtà per errore e ritrovarsi intrappolati lì dentro?

Non tutti i misteri si nascondono in castelli in rovina o foreste maledette. Alcuni si annidano negli spazi più ordinari. Dietro una porta chiusa. In una stanza identica a mille altre.
È da questa inquietudine silenziosa che nasce Backrooms, il nuovo horror diretto da Kane Parsons e prodotto da A24.

La trama segue una terapeuta che deve entrare nel labirinto delle Backrooms per salvare un paziente scomparso in una dimensione oltre la realtà.

Il teaser del film mantiene la stessa essenzialità. Una stanza vuota. Silenzio assoluto. Nessuna creatura visibile. Eppure la tensione cresce e si insinua negli angoli proprio come nella leggenda urbana da cui tutto è partito.

Le Backrooms nascono come creepypasta virale. Quell’unica immagine pubblicata nel 2019 ha dato vita a migliaia di racconti, mappe immaginarie e livelli sempre più articolati. Internet ha trasformato uno scatto qualunque in un universo condiviso.

Secondo la mitologia online, questi luoghi sono “spazi liminali”: ambienti di passaggio sospesi tra due dimensioni. Corridoi che non conducono a nulla. Stanze tutte uguali. Neon che ronzano. Aria stagnante. Un silenzio opprimente.

Non serve mostrare un mostro per generare terrore. L’angoscia nasce dall’assenza. Dal dubbio di non essere soli. Dalla sensazione che qualcosa osservi, restando invisibile.

Negli ultimi anni il concetto di liminal space è diventato centrale nell’horror digitale: centri commerciali deserti, scuole vuote, parcheggi illuminati a metà evocano una nostalgia distorta, familiare ma fuori posto. Backrooms incarna perfettamente questa inquietudine contemporanea.

Prima del lungometraggio, Kane Parsons aveva già trasformato l’idea in una serie di cortometraggi su YouTube: found footage, estetica VHS, camera instabile. Un progetto nato quasi per gioco, capace però di totalizzare milioni di visualizzazioni.

Oggi Backrooms diventa un film prodotto da A24, con il coinvolgimento di James Wan tra i produttori. Una combinazione che lascia presagire un horror più psicologico che spettacolare.

Nel cast figurano anche Chiwetel Ejiofor, Renate Reinsve, Mark Duplass, Finn Bennett e Lukita Maxwell.

Negli ultimi anni A24 ha ridefinito l’horror contemporaneo con film come Midsommar e ha conquistato gli Oscar con Everything Everywhere All at Once. Puntare su Backrooms conferma la volontà dello studio di investire in storie nate dal web, capaci di intercettare paure generazionali.

Backrooms non promette spaventi facili. Promette smarrimento. Spazi infiniti. La sensazione di essere intrappolati in un luogo che non finisce mai.

E forse è proprio questo il terrore più autentico.

L’uscita negli Stati Uniti è prevista per il 29 maggio. In Italia, al momento, non è stata comunicata una data ufficiale.

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Andrea Cardinale
Andrea Cardinale
Designer nel campo della grafica e del video con da sempre la passione per il cinema horror, i film slasher e i cattivi dei film. La serata ideale divano, gatto, cibo e film horror
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