La valle dei sorrisi – 2025

Dopo il successo di A Classic Horror Story e Piove, Paolo Strippoli si è confermato come una delle voci più interessanti e distintive del panorama horror italiano. Nei suoi lavori il regista non si limita a spaventare il pubblico: attraverso il genere, esplora emozioni complesse, personaggi sfaccettati e storie intense che giocano con i confini tra realtà e finzione. In La Valle dei Sorrisi Strippoli compie un passo in avanti mescolando il thriller psicologico all’horror, dando vita a un racconto che è al contempo disturbante e toccante.

Il protagonista del film, Sergio Rossetti (Michele Riondino) è un ex campione di judo che porta sulle spalle il peso di una tragica perdita. Scivolato in una spirale di autodistruzione, si trasferisce nel remoto paesino di Remis per insegnare educazione fisica in un liceo. Il suo arrivo, accolto con sorrisi e calore da parte dei residenti appare come un contrasto vivente con il suo stato d’animo: Sergio non cerca amicizie né una nuova vita.

Nonostante la facciata di felicità e serenità che tutti sfoggiano dietro gli occhi sorridenti dei paesani si nasconde una verità più oscura, quasi un segreto collettivo. A complicare ulteriormente le cose c’è Matteo, un quindicenne introverso che ha la capacità di assorbire il dolore degli altri semplicemente abbracciandoli i quali poi possono così tornare ai loro inquietanti sorrisi.

La Valle dei Sorrisi non è un horror tradizionale: pur mantenendo alcuni degli elementi tipici del genere Strippoli ci trasporta in un territorio dove l’orrore non è mai esplicitamente al centro, ma piuttosto si annida nei dettagli. Piuttosto che seguire il cliché della casa infestata o della creatura mostruosa, il film costruisce il suo senso di inquietudine attraverso l’atmosfera, l’introspezione psicologica e l’interazione tra i personaggi. La sensazione di disagio cresce gradualmente, come in Shining o Twin Peaks, dove la tranquillità iniziale si trasforma in qualcosa di inquietante.

La regia è intelligente nel mantenere l’horror sullo sfondo, lasciando che la tensione si costruisca lentamente, fino a esplodere nei momenti giusti, mostrando ancora una volta l’abilità del regista nel gestire il ritmo e le aspettative del pubblico.

Un altro punto di forza del film è senza dubbio il cast. Michele Riondino nei panni di Sergio offre una performance straordinaria capace di trasmettere con gesti minimi e silenzi la complessità del suo personaggio. Sergio non è l’eroe che ci si aspetterebbe ma una figura più problematica, sfaccettata e a tratti ambigua che mette in discussione il concetto di redenzione e di lotta contro il destino.

La Valle dei Sorrisi è, in fin dei conti, più un dramma psicologico che un horror vero e proprio. La tensione e la paura derivano dalle relazioni umane, dalle cicatrici emotive di chi cerca di andare avanti dopo una tragedia, e dalla continua lotta con i propri demoni interiori.

Andrea Cardinale
Andrea Cardinale
Designer nel campo della grafica e del video con da sempre la passione per il cinema horror, i film slasher e i cattivi dei film. La serata ideale divano, gatto, cibo e film horror
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