Quando la musica diventa un’ossessione: The Nameless Ballad di Federico Zampaglione, la recensione

Un horror sul prezzo della creatività, tra case infestate, dipendenze e successo a ogni costo

Federico Zampaglione, volto noto della musica italiana come frontman dei Tiromancino, ha esordito nell’horror nel 2009 con Shadow, passato al FrightFest. Con The Well ha poi firmato un omaggio sanguinoso allo splatter all’italiana, con Lauren LaVera. Ora torna con The Nameless Ballad il suo film più intimo che sceglie la via dell’atmosfera e dell’angoscia sottile invece del sangue.

Sam Gallo è un musicista britannico di ventisette anni, di origini italiane interpretato da Jamie Ward. Dopo il successo clamoroso del primo album non riesce più a scrivere e intanto scivola in una dipendenza da farmaci. Il management preme per un nuovo successo così Sam torna nella campagna italiana dove trascorreva le estati da bambino sperando di ritrovare l’ispirazione perduta.

In quella villa isolata però trova altro. Nel terreno emergono un diario, che risale al 1937, e un tasto di pianoforte sepolto. Un vecchio pianoforte poi diventa il cuore della casa. Mentre Sam sprofonda il passato del luogo riaffiora, con un mistero tragico che sembra nutrirsi delle sue paure e del suo bisogno disperato di creare.

Il film non si limita al classico blocco dello scrittore. Il tema più forte è cosa succede a un’emozione privata quando viene trasformata in prodotto. Il brano che ha reso famoso Sam, “Memories”, nasce da una storia d’amore passata. Per la compagna attuale Tania (Alana Boden) che lo ha sostenuto per anni, sentirlo alla radio è una ferita sempre aperta. Nel loro confronto lui sostiene che le canzoni non si scrivono per chi le merita, mentre lei ribatte con amarezza, che nascono solo da ciò che si sente davvero.

Da quella frattura il film allarga lo sguardo: l’intimità diventa canzone, la canzone diventa merce per l’etichetta, e la merce finisce in pasto a pubblico e critica. Nemmeno l’isolamento salva Sam perché il mercato lo raggiunge ovunque tra discografici che pretendono un altro successo e commenti online che si chiedono se sia una star o una meteora. Il ritiro rigenerante diventa una gabbia.

Zampaglione non scioglie mai l’ambiguità. Le presenze che infestano la villa possono essere fantasmi, effetti della dipendenza o entrambe le cose e un racconto di case infestate all’apparenza lineare diventa così più difficile da incasellare. La paura nasce soprattutto da una mente fragile che cede sotto pressione e qui sta il vero terrore: contro se stessi non si può vincere.

La villa è bellissima ma fredda e vuota, e la fotografia di Yuri Santurri insiste su toni cupi e smorzati che danno anche agli ambienti più ampi una sensazione di chiusura. Gli angoli in ombra si fanno via via più soffocanti e più Sam tenta di creare, più il suo mondo si restringe.

Anche la musica fa la sua parte. Il brano centrale per pianoforte è splendido e inquietante insieme e il regista usa campi lunghi per mostrare che Jamie Ward suona davvero dal vivo. Nei primi piani alla chitarra la concentrazione del musicista sfiora il gesto compulsivo.

Con Ward e Boden recitano Giglia Marra, Fabrizio Ferracane, Seumas Sargent, Reed Stokes, Sergio Ceglie, Mia Desando e Vincenzo De Michele, in un cast che mescola interpreti italiani e internazionali. Il film, scritto da Zampaglione con Barbara Baraldi, è una produzione Somic Film con Minerva Pictures.

In conclusione, The Nameless Ballad è un’opera cupa, umana e autentica, che si sente nata da esperienze vissute. Racconta cosa accade quando la creatività smette di essere qualcosa da coltivare e comincia a possederci, ed è forse il film più personale e riuscito di Zampaglione.

Dopo la prima mondiale al FrightFest di Londra, e dopo il Ravenna Nightmare Film Festival del 17 ottobre e al Lucca Comics & Games il 31 ottobre. Nelle sale italiane arriverà dal 5 novembre 2026, distribuito da Filmclub Distribuzione in collaborazione con Scream Hub.

Andrea Cardinale
Andrea Cardinale
Designer nel campo della grafica e del video con da sempre la passione per il cinema horror, i film slasher e i cattivi dei film. La serata ideale divano, gatto, cibo e film horror
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