VICTIM – 2010

VICTIM è un piccolo film indipendente, realizzato con mezzi limitati ma con un’idea ben precisa: disturbare, spiazzare e lasciare il segno. Nonostante il budget ridotto, riesce a costruire una narrazione inquietante che sfugge ai cliché più abusati del genere.

La pellicola si apre con un cortometraggio inquietante: una giovane donna viene intervistata da una figura fuori campo, in quello che sembra un esperimento sociale o una videointervista improvvisata. Ma il tono cambia bruscamente: il cameraman aggredisce e violenta la ragazza. Le riprese si interrompono. Questo frammento, apparentemente slegato dalla trama, si rivelerà la chiave di lettura dell’intero film, una traccia misteriosa che si ripercuote per tutta la durata della storia.

La vera vicenda inizia con un uomo che si risveglia incatenato in una stanza spoglia, drogato e confuso. I suoi carcerieri sono due uomini che non ha mai visto prima: il Dr. Volk (Bob Bancroft), chirurgo brillante e glaciale, e il suo assistente, Mr. George (Brendan Kelly), un bruto silenzioso pronto a infliggere punizioni fisiche con spaventosa freddezza.

Il protagonista, a cui non viene dato un nome, è sottoposto a continui abusi psicologici e fisici. Viene privato dell’identità, della memoria, della volontà. Ogni giorno ascolta da un citofono una voce che gli parla di galateo femminile e abbigliamento, come se stesse seguendo un assurdo corso di “rieducazione” anni ’50. Il messaggio è chiaro: il Dr. Volk vuole trasformarlo completamente sia nel corpo che nella mente in una donna.

A prima vista, VICTIM potrebbe sembrare l’ennesimo torture porn con pochi mezzi e tanto sadismo gratuito. Ma scavando sotto la superficie si scopre una narrazione più complessa, costruita con intelligenza e disseminata di piccoli indizi che trovano senso solo più avanti. Non si tratta solo di infliggere dolore: c’è una logica perversa che si nasconde dietro le apparenze.

La vera forza del film è il terrore mentale, claustrofobico, fatto di controllo, manipolazione, privazione.

VICTIM è un film che va visto senza anticipazioni, per poterne apprezzare appieno i colpi di scena e un finale che capovolge completamente le aspettative iniziali. È disturbante ma anche sorprendente.

Ovviamente, i limiti produttivi si fanno sentire: la recitazione non è sempre all’altezza; il ritmo narrativo è disomogeneo, con momenti lenti che potrebbero scoraggiare i più impazienti; e chi cerca gore ed eccessi visivi rimarrà deluso dalla relativa sobrietà delle immagini.

Ma nonostante tutto, VICTIM merita una possibilità. Perché osa. Perché vuole raccontare qualcosa di diverso, scomodo, malato. E perché nel suo piccolo riesce dove molte produzioni più blasonate falliscono: a inquietare davvero.

Se siete alla ricerca di un horror che non punta solo al sangue e agli effetti speciali, ma preferisce giocare con la mente e con l’ambiguità morale, VICTIM potrebbe fare al caso vostro. Un film imperfetto, ma decisamente coraggioso. Vi metterà a disagio, vi confonderà, vi colpirà. Nel bene o nel male.

Andrea Cardinale
Andrea Cardinale
Designer nel campo della grafica e del video con da sempre la passione per il cinema horror, i film slasher e i cattivi dei film. La serata ideale divano, gatto, cibo e film horror
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